venerdì 30 dicembre 2011

Buon Anno!

                             

A
tutti
auguriamo
un sereno 2012!

 








             



Problemi tecnici

Dopo aver superato alcuni problemi tecnici, riprendiamo la pubblicazione di notizie e informazioni sul nostro blog.

domenica 4 dicembre 2011

Domani inizia la XXVI edizione degli Incontri di Musica popolare

 


Con la XXVI edizione degli Incontri di Musica Popolare, il Gruppo Onnigaza di Ghilarza (OR) festeggia 35 anni di ininterrotta attività.

 
Il primo appuntamento – A PASSU DI PIZZICA DAL SALENTO ALLA SARDEGNA, giovedì 8 dicembre 2011, nella Torre Aragonese di Ghilarza, alle 16,30 – è dedicato alla musica tradizionale del Salento, regione storica della Puglia. L'argomento sarà illustrato da Vincenzo Santoro, responsabile dell´Ufficio Cultura, Sport e Politiche Giovanili dell´Anci. componente della Commissione del Ministero per i Beni e le Attività Culturali per l´assegnazione dei premi per la promozione del libro e della lettura e membro designato dall´Anci del Tavolo nazionale per la musica popolare amatoriale del Ministero per i Beni e le attività culturali. Il relatore ha organizzato numerose iniziative (concerti, convegni, dibattiti, festival, corsi, ecc.) sul "movimento della pizzica" e sulla cultura popolare, con particolare riferimento al Salento e al Mezzogiorno; è anche autore e curatore di numerose pubblicazioni (libri, saggi, articoli) riguardanti la cultura popolare e l'identità pugliese, soprattutto la musica tradizionale e gli aspetti socio-culturali legati alla sua recente 'rinascita'.
Il trio musicale, composto da Anna Cinzia Villani (voce e organetto), Gianluca Longo (chitarra e mandolino) e Enza Pagliara (tamburello), eseguirà brani del repertorio dei canti e delle danze pugliesi.
Anna Cinzia Villani è la figura di spicco del trio salentino; ha iniziato in giovane età la sua attività di ricerca, i cui esiti ha riproposto al pubblico attraverso le sue esibizioni in Italia e all'estero. Capace dei virtuosismi tipici della vocalità tradizionale, la sua voce è una delle più conosciute della tradizione pugliese. Grazie al suo sapiente e paziente lavoro di ascolto e confronto con cantori – uomini e donne – della sua terra, ha saputo allargare la conoscenza del repertorio e migliorare sempre più la tecnica vocale. Il trio proporrà canti d'amore, stornelli, canti di lavoro e la tipica danza della pizzica.
Durante l'incontro saranno proiettati materiali audiovisivi sulla musica tradizionale della Puglia e della Sardegna.

  
Dai versi di un canto tradizionale è tratto il titolo del secondo appuntamento, in programma per  domenica 11 dicembre, sempre nella Torre Aragonese di Ghilarza, alle 16,30: "...ballant su ballu tundu cun mucadore e bunnedda, zipone e cambussinu...", che proporrà l'argomento dell'abbigliamento tradizionale, strettamente collegato all'attività dei gruppi folkloristici. A cura di Marinella Marras, storica delle tradizioni, anche attraverso la proiezione di materiali iconografici e fotografici, verranno ripercorsi 35 anni di ricerche e ricostruzioni delle diverse fogge dell'abbigliamento tradizionale ghilarzese.
                                                 
Infine, dal 5 all'11 dicembre, anche per ricordare le 5 mostre etnografiche che hanno caratterizzato i primi dieci anni di attività culturale dell'Associazione, con diversi materiali etnografici saranno allestite dieci vetrine presso attività commerciali della via principale del paese, corso Umberto I.




mercoledì 19 ottobre 2011

Nel novenario di San Serafino si chiude il ciclo annuale delle feste campestri

  
Nel novenario di San Serafino, nei prossimi giorni, si celebrerà la festa in onore dell'arcangelo Raffaele.
Il toponimo è rimasto quello antico – forse quello originario del sito religioso – della Chiesa bizantina, ma successivamente il Santo venerato in questo luogo è stato sostituito dalla Chiesa cattolica con San Raffaele, uno degli Angeli, o meglio un Arcangelo, il cui culto è accettato dalla Chiesa di Roma mentre il culto del Serafino non lo è. Trattandosi per entrambe le figure di Angeli, è stato abbastanza facile sostituire l'uno con l'altro; inoltre, c'è un elemento ambientale che accomuna la storia biblica dell'arcangelo Raffaele e il novenario di San Serafino: un fiume. Il novenario è sorto a pochi metri metri dal fiume Tirso (nel tratto che oggi forma il lago artificiale Omodeo) e nel fiume il figlio di Tobia, guidato da Raffaele, pesca un pesce che miracolosamente donerà nuovamente la vista al padre cieco.

L'edificio della chiesa ha avuto sicuramente una certa importanza nel Medioevo; infatti, sopra l'ingresso principale e sopra uno laterale, ormai murato da parecchio tempo, si trova scolpito l'albero diradicato, stemma del Giudicato d'Arborea.
Quello di San Serafino è sempre stato il novenario più importante di Ghilarza: per numero di case (ora circa 130), per numero di novenanti (coloro che partecipano alla festa), per numero di frequentatori provenienti da altri paesi della zona (e non solo) e, soprattutto negli ultimi anni, per il programma dei festeggiamenti civili.
Quest'anno il trasferimento processionale al novenario avverrà giovedì 20 ottobre, mentre il rientro in paese sarà la mattina di domenica 30 ottobre.


Le celebrazioni e i rituali che riempiranno le giornate sono gli stessi degli altri tre novenari: Rosario, novena e gosos o crubas in sardo, messe e processioni, su ziru de su Santu – 'il giro del Santo', la visita di un piccolo simulacro dell'Arcangelo a tutte le abitazioni; inoltre, balli in piazza, spettacoli, pasti in compagnia di amici e parenti e il pranzo comunitario dei novenanti.


Come negli altri novenari e come ogni anno, almeno dalla seconda metà del 1800, si svolgerà anche il censimento dei novenanti, ma solo a San Serafino è rimasta la tradizione di tenere acceso un grande falò, su fogulone, dall'uscita dalla novena, per tutta la durata del 'giro del Santo', sino a tarda notte.


  
                    De Deus Ràffael giamadu                             Raffaele chiamato di Dio
                    salutare meighina.                                       Salutare medicina
                    - De dogni ànima meschina                          - Di ogni anima meschina
                    potentìssimu avocadu.                                 Avvocato potentissimo.

domenica 9 ottobre 2011

La festa di San Serafino nei ricordi di Antonio Gramsci

19 ottobre 1931
Carissima mamma,
[...] sono molto contento nel sapere che ti sei rinforzata e che andrai almeno per un giorno alla festa di San Serafino. Come mi piaceva, da ragazzo, la valle del Tirso sotto San Serafino! Stavo ore e ore seduto su una roccia ad ammirare quella specie di lago che il fiume formava proprio sotto la chiesa, [...]
Abbracci a tutti, specialmente ai bambini e a te, cara mamma, il più teneramente possibile.
Antonio
Così, esattamente ottanta anni fa, Antonio Gramsci ricordava San Serafino in una lettera indirizzata alla madre. Conosceva bene il luogo e la festa, c'era stato e vi aveva partecipato alloggiando in una casetta, poco distante dalla chiesa, di proprietà della zia Grazia Delogu e ancora oggi abitata da nuovi proprietari.
"Quella specie di lago", conosciuta da Gramsci nella sua infanzia e gioventù ghilarzese, in seguito alla costruzione di una diga sul fiume Tirso, è diventato un lago vero e proprio: il Lago Omodeo.

Tra qualche giorno, parte della comunità ghilarzese si trasferirà nel novenario per celebrare, ancora una volta, la festa in onore all'arcangelo Raffaele.


giovedì 15 settembre 2011

Torrai a passu a Villaverde, sabato 17 settembre


Il ballo tradizionale per i paesi della Sardegna rappresentava, e per molti ancora oggi rappresenta, uno dei momenti aggregativi e comunitari più importanti. Attualmente sono ancora numerose le situazioni, formali e talvolta informali, che danno occasione allo svolgimento di balli: feste patronali, feste campestri, Carnevale, matrimoni.


Torrai a passu è il terzo evento di Marmilla Mille Emozioni 2011, organizzato dal Consorzio Due Giare in collaborazione con il Comune e la Pro Loco di Villa Verde. Una giornata dedicata alla danza tradizionale, con esperti, musicisti e ballerini.

Programma della giornata:

Ore 17.00 | Aula consiliare

TAVOLA ROTONDA

Ballo sardo tra tradizione e folklorismo ed evoluzione della tradizione nel nuovo linguaggio sociale. Comparazione col caso della pizzica salentina.
Intervengono:
·         Marcello Marras (studioso di etnocoreutica della Sardegna)
·         Vincenzo Santoro (studioso della musica e della Pizzica del Salento)
·         Carlo Boeddu (musicista)
·         Ornella D’Agostino (danzatrice e regista coreografa)
Coordina Ottavio Nieddu


Ore 19.00 | Strade e piazze del Centro storico

DALLA PIAZZA AL PALCO.

Rappresentazione itinerante delle espressioni della tradizione e loro evoluzioni.
·         Gruppo Sa cointrotza di Aidomaggiore
·         Anna Cinzia Villani, Gianluca Longo, Annamaria Bagorda, Franca Tarantino, esibizione coreutica musicale della Pizzica
·         Gruppo Folk della Marmilla (Senis)

Ore 20.00 | Strade e piazze del Centro storico SAPORI DI MARMILLA

Degustazione di prodotti tipici del territorio

Ore 21.30 – Piazza Renzo Lampis

DAL PALCO ALLA PIAZZA, UNA PIAZZA IN FESTA

Performance di professionisti musicisti che daranno espressione ai vari strumenti della tradizione sonora accompagnando la piazza che danza.

Artisti:
·         Carlo Boeddu – organetto
·         Ignazio Cadeddu – chitarra
·         Marcello Marras – trunfa e armonica a bocca
·         Franco Melis – launeddas
·         Gianni Ore – fisarmonica
·         Coro a Tenore di Orgosolo
·         Trio strumentale di Aidomaggiore (Paolo Virdis - organetto diatonico; Celestino Medde – tamburo; Attilio Licheri – triangolo)
·         Gruppo Pizzica salentina
Coordina la serata Marcello Marras.