Ancora una volta il corso, oltre al principale obiettivo di divulgare l'insegnamento della danze sarde, è stato occasione di incontro tra persone interessate alle tradizioni sarde e di conoscenza del Gruppo Onnigaza e delle sue attività.
domenica 25 marzo 2012
Concluso il corso di ballo tradizionale "Impariamo il ballo sardo"
mercoledì 8 febbraio 2012
In bianco e nero le maschere tradizionali di Ghilarza
Su carruzu è una manifestazione itinerante per le vie del paese che continua a rispettare buona parte dell'antico percorso che sos sòtzios (gruppi di persone che per tutto il carnevale si riunivano nelle abitazioni private per ballare) percorrevano nelle domeniche di carnevale, fermandosi nelle piazze per ballare le danze tradizionali al suono dell'organetto o della fisarmonica. Il nome sardo viene dalla parola genovese “carruggio” che significa 'vicolo, via stretta', come sono le strade del centro storico percorse dai protagonisti della giornata: i costumi, ma soprattutto sas màscheras a lentzolu e sos burrones, le maschere tradizionali del paese.
Sas màscheras a lentzolu indossano una camicia bianca e una tunica lunga sino ai piedi, ottenuta da un lenzuolo bianco stretto in vita e sul capo con un nastro colorato, formando una sorta di “cresta” sopra la testa; le mani sono nascoste da guanti bianchi di lana e il viso è coperto da un cappuccio di tela dello stesso colore. Sono indossate da uomini e da donne che, oltre a ballare, si divertono a nascondere la propria identità soprattutto agli amici e ai conoscenti.
Sos burrones sono maschere esclusivamente maschili che indossano capi dell'abbigliamento tradizionale, tra i quali i pantaloni “a s'isporta”, stretti alle ginocchia che si infilano dentro i gambali di cuoio scuro. Scuro come l'abbigliamento, il viso è “tinto” di nero con il sughero bruciato.
Le maschere, riscoperte oltre trent'anni fa dall'Associazione Onnigaza, saranno indossate ancora una volta dai componenti dello stesso Gruppo.

lunedì 6 febbraio 2012
Per le vie del borgo va l'odor ... dei fritti!
A Ghilarza, anche se non esclusivi del paese, si preparano
- culurzones frìssios: ravioli fritti preparati con una sottile sfoglia di farina semola lavorata con lo strutto, con all'interno una piccola quantità di ripieno dolce (il più diffuso è la marmellata di mele cotogne) e spolverati di zucchero;
- meravìllias: 'grovigli' di strisce di sfoglia di farina semola lavorata con lo strutto. Anche queste fritte e spolverate di zucchero;
- orrubiolos: l'ingrediente principale di queste 'polpette' fritte e dalla forma allungata è il formaggio fresco o la ricotta;
- pasta rosa: pastella di latte, farina e uova fritta con un apposito stampo.
Ma i dolci più apprezzati sono sas tzìpulas, lunghi e grossi fili di pasta lievitata e fritta arrotolata a spirale. La preparazione de sas tzìpulas richiede una buona conoscenza di diversi saperi e competenze: saper lavorare energicamente l'impasto, conoscere i tempi e le caratteristiche della lievitazione, avere una buona manualità per la frittura. Infatti, non è semplice far scivolare l'impasto nell'olio bollente, attraverso un particolare imbuto o un sacchetto di tela, e contemporaneamente arrotolarlo e girare la frittella dall'altra parte per ultimare la cottura.
domenica 15 gennaio 2012
Tuvas e fogulones: per la festa i sant'Antonio abate il paese si ritrova intorno ai fuochi
Domani pomeriggio, vigila della festa liturgica di sant'Antonio abate, come in tutti i paesi della Sardegna e in molti dell'Italia meridionale, a Ghilarza verranno accesi numerosi falò. Considerate le dimensioni, per lo più vengono preparati nei rioni periferici dove è possibile individuare spazi più adatti in prossimità delle case. La festa cade in pieno inverno, dopo il solstizio invernale, quando il sole ha ripreso 'a crescere' e a far aumentare il periodo di luce nell'arco delle giornate. Il cristianesimo ha sostituito elementi molto più arcaici che con il fuoco richiamavano le caratteristiche della stagione invernale in contrapposizione all'atteso arrivo della primavera: il fuoco scalda, illumina, purifica l'inverno; il freddo, il buio e l'apparente morte invernale della natura scompariranno con il sole primaverile che porterà vita e fecondità con il risveglio della natura.
La mitologia racconta che Zeus, ingannato da Prometeo, decise di non inviare più il fuoco sulla Terra e che Prometeo rubò una scintilla dall'Olimpo per restituirlo agli uomini. Questa narrazione mitologica è ripresa dalla leggenda; infatti, secondo la tradizione popolare sant'Antonio scese all'inferno, rubò il fuoco – nascondendo una brace in un bastone di ferula – e lo donò agli uomini.
A Ghilarza, come in tutta la zona, amici e vicini di casa – sin dal primo pomeriggio – si riuniscono intorno ai falò di profumate frasche di lentisco per consumare dolci e bevande, spesso a tarda sera cenano insieme e può capitare che si concluda con i balli tradizionali. Ma il fuoco più importante resta quello organizzato dai giovani diciottenni. Già da giorni hanno provveduto al taglio delle frasche che serviranno a far ardere sa tuva, il tronco intero di una vecchia quercia che, posizionato dritto verso il cielo, brucerà sino a tarda notte davanti alla chiesa di San Palmerio. E' una sorta di rito di iniziazione con il quale i giovani dimostrano all'intera comunità la loro capacità di organizzare sia il rituale del fuoco sia su sòtziu, un'attività aggregativa che li impegna dall'autunno sino a tutto il carnevale.
venerdì 30 dicembre 2011
Problemi tecnici
Dopo aver superato alcuni problemi tecnici, riprendiamo la pubblicazione di notizie e informazioni sul nostro blog.
domenica 4 dicembre 2011
Domani inizia la XXVI edizione degli Incontri di Musica popolare

Con la XXVI edizione degli Incontri di Musica Popolare, il Gruppo Onnigaza di Ghilarza (OR) festeggia 35 anni di ininterrotta attività.
Il primo appuntamento – A PASSU DI PIZZICA DAL SALENTO ALLA SARDEGNA, giovedì 8 dicembre 2011, nella Torre Aragonese di Ghilarza, alle 16,30 – è dedicato alla musica tradizionale del Salento, regione storica della Puglia. L'argomento sarà illustrato da Vincenzo Santoro, responsabile dell´Ufficio Cultura, Sport e Politiche Giovanili dell´Anci. componente della Commissione del Ministero per i Beni e le Attività Culturali per l´assegnazione dei premi per la promozione del libro e della lettura e membro designato dall´Anci del Tavolo nazionale per la musica popolare amatoriale del Ministero per i Beni e le attività culturali. Il relatore ha organizzato numerose iniziative (concerti, convegni, dibattiti, festival, corsi, ecc.) sul "movimento della pizzica" e sulla cultura popolare, con particolare riferimento al Salento e al Mezzogiorno; è anche autore e curatore di numerose pubblicazioni (libri, saggi, articoli) riguardanti la cultura popolare e l'identità pugliese, soprattutto la musica tradizionale e gli aspetti socio-culturali legati alla sua recente 'rinascita'.
Il trio musicale, composto da Anna Cinzia Villani (voce e organetto), Gianluca Longo (chitarra e mandolino) e Enza Pagliara (tamburello), eseguirà brani del repertorio dei canti e delle danze pugliesi.
Anna Cinzia Villani è la figura di spicco del trio salentino; ha iniziato in giovane età la sua attività di ricerca, i cui esiti ha riproposto al pubblico attraverso le sue esibizioni in Italia e all'estero. Capace dei virtuosismi tipici della vocalità tradizionale, la sua voce è una delle più conosciute della tradizione pugliese. Grazie al suo sapiente e paziente lavoro di ascolto e confronto con cantori – uomini e donne – della sua terra, ha saputo allargare la conoscenza del repertorio e migliorare sempre più la tecnica vocale. Il trio proporrà canti d'amore, stornelli, canti di lavoro e la tipica danza della pizzica.
Durante l'incontro saranno proiettati materiali audiovisivi sulla musica tradizionale della Puglia e della Sardegna.
Dai versi di un canto tradizionale è tratto il titolo del secondo appuntamento, in programma per domenica 11 dicembre, sempre nella Torre Aragonese di Ghilarza, alle 16,30: "...ballant su ballu tundu cun mucadore e bunnedda, zipone e cambussinu...", che proporrà l'argomento dell'abbigliamento tradizionale, strettamente collegato all'attività dei gruppi folkloristici. A cura di Marinella Marras, storica delle tradizioni, anche attraverso la proiezione di materiali iconografici e fotografici, verranno ripercorsi 35 anni di ricerche e ricostruzioni delle diverse fogge dell'abbigliamento tradizionale ghilarzese.
Infine, dal 5 all'11 dicembre, anche per ricordare le 5 mostre etnografiche che hanno caratterizzato i primi dieci anni di attività culturale dell'Associazione, con diversi materiali etnografici saranno allestite dieci vetrine presso attività commerciali della via principale del paese, corso Umberto I.
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