venerdì 30 dicembre 2011

Buon Anno!

                             

A
tutti
auguriamo
un sereno 2012!

 








             



Problemi tecnici

Dopo aver superato alcuni problemi tecnici, riprendiamo la pubblicazione di notizie e informazioni sul nostro blog.

domenica 4 dicembre 2011

Domani inizia la XXVI edizione degli Incontri di Musica popolare

 


Con la XXVI edizione degli Incontri di Musica Popolare, il Gruppo Onnigaza di Ghilarza (OR) festeggia 35 anni di ininterrotta attività.

 
Il primo appuntamento – A PASSU DI PIZZICA DAL SALENTO ALLA SARDEGNA, giovedì 8 dicembre 2011, nella Torre Aragonese di Ghilarza, alle 16,30 – è dedicato alla musica tradizionale del Salento, regione storica della Puglia. L'argomento sarà illustrato da Vincenzo Santoro, responsabile dell´Ufficio Cultura, Sport e Politiche Giovanili dell´Anci. componente della Commissione del Ministero per i Beni e le Attività Culturali per l´assegnazione dei premi per la promozione del libro e della lettura e membro designato dall´Anci del Tavolo nazionale per la musica popolare amatoriale del Ministero per i Beni e le attività culturali. Il relatore ha organizzato numerose iniziative (concerti, convegni, dibattiti, festival, corsi, ecc.) sul "movimento della pizzica" e sulla cultura popolare, con particolare riferimento al Salento e al Mezzogiorno; è anche autore e curatore di numerose pubblicazioni (libri, saggi, articoli) riguardanti la cultura popolare e l'identità pugliese, soprattutto la musica tradizionale e gli aspetti socio-culturali legati alla sua recente 'rinascita'.
Il trio musicale, composto da Anna Cinzia Villani (voce e organetto), Gianluca Longo (chitarra e mandolino) e Enza Pagliara (tamburello), eseguirà brani del repertorio dei canti e delle danze pugliesi.
Anna Cinzia Villani è la figura di spicco del trio salentino; ha iniziato in giovane età la sua attività di ricerca, i cui esiti ha riproposto al pubblico attraverso le sue esibizioni in Italia e all'estero. Capace dei virtuosismi tipici della vocalità tradizionale, la sua voce è una delle più conosciute della tradizione pugliese. Grazie al suo sapiente e paziente lavoro di ascolto e confronto con cantori – uomini e donne – della sua terra, ha saputo allargare la conoscenza del repertorio e migliorare sempre più la tecnica vocale. Il trio proporrà canti d'amore, stornelli, canti di lavoro e la tipica danza della pizzica.
Durante l'incontro saranno proiettati materiali audiovisivi sulla musica tradizionale della Puglia e della Sardegna.

  
Dai versi di un canto tradizionale è tratto il titolo del secondo appuntamento, in programma per  domenica 11 dicembre, sempre nella Torre Aragonese di Ghilarza, alle 16,30: "...ballant su ballu tundu cun mucadore e bunnedda, zipone e cambussinu...", che proporrà l'argomento dell'abbigliamento tradizionale, strettamente collegato all'attività dei gruppi folkloristici. A cura di Marinella Marras, storica delle tradizioni, anche attraverso la proiezione di materiali iconografici e fotografici, verranno ripercorsi 35 anni di ricerche e ricostruzioni delle diverse fogge dell'abbigliamento tradizionale ghilarzese.
                                                 
Infine, dal 5 all'11 dicembre, anche per ricordare le 5 mostre etnografiche che hanno caratterizzato i primi dieci anni di attività culturale dell'Associazione, con diversi materiali etnografici saranno allestite dieci vetrine presso attività commerciali della via principale del paese, corso Umberto I.




mercoledì 19 ottobre 2011

Nel novenario di San Serafino si chiude il ciclo annuale delle feste campestri

  
Nel novenario di San Serafino, nei prossimi giorni, si celebrerà la festa in onore dell'arcangelo Raffaele.
Il toponimo è rimasto quello antico – forse quello originario del sito religioso – della Chiesa bizantina, ma successivamente il Santo venerato in questo luogo è stato sostituito dalla Chiesa cattolica con San Raffaele, uno degli Angeli, o meglio un Arcangelo, il cui culto è accettato dalla Chiesa di Roma mentre il culto del Serafino non lo è. Trattandosi per entrambe le figure di Angeli, è stato abbastanza facile sostituire l'uno con l'altro; inoltre, c'è un elemento ambientale che accomuna la storia biblica dell'arcangelo Raffaele e il novenario di San Serafino: un fiume. Il novenario è sorto a pochi metri metri dal fiume Tirso (nel tratto che oggi forma il lago artificiale Omodeo) e nel fiume il figlio di Tobia, guidato da Raffaele, pesca un pesce che miracolosamente donerà nuovamente la vista al padre cieco.

L'edificio della chiesa ha avuto sicuramente una certa importanza nel Medioevo; infatti, sopra l'ingresso principale e sopra uno laterale, ormai murato da parecchio tempo, si trova scolpito l'albero diradicato, stemma del Giudicato d'Arborea.
Quello di San Serafino è sempre stato il novenario più importante di Ghilarza: per numero di case (ora circa 130), per numero di novenanti (coloro che partecipano alla festa), per numero di frequentatori provenienti da altri paesi della zona (e non solo) e, soprattutto negli ultimi anni, per il programma dei festeggiamenti civili.
Quest'anno il trasferimento processionale al novenario avverrà giovedì 20 ottobre, mentre il rientro in paese sarà la mattina di domenica 30 ottobre.


Le celebrazioni e i rituali che riempiranno le giornate sono gli stessi degli altri tre novenari: Rosario, novena e gosos o crubas in sardo, messe e processioni, su ziru de su Santu – 'il giro del Santo', la visita di un piccolo simulacro dell'Arcangelo a tutte le abitazioni; inoltre, balli in piazza, spettacoli, pasti in compagnia di amici e parenti e il pranzo comunitario dei novenanti.


Come negli altri novenari e come ogni anno, almeno dalla seconda metà del 1800, si svolgerà anche il censimento dei novenanti, ma solo a San Serafino è rimasta la tradizione di tenere acceso un grande falò, su fogulone, dall'uscita dalla novena, per tutta la durata del 'giro del Santo', sino a tarda notte.


  
                    De Deus Ràffael giamadu                             Raffaele chiamato di Dio
                    salutare meighina.                                       Salutare medicina
                    - De dogni ànima meschina                          - Di ogni anima meschina
                    potentìssimu avocadu.                                 Avvocato potentissimo.

domenica 9 ottobre 2011

La festa di San Serafino nei ricordi di Antonio Gramsci

19 ottobre 1931
Carissima mamma,
[...] sono molto contento nel sapere che ti sei rinforzata e che andrai almeno per un giorno alla festa di San Serafino. Come mi piaceva, da ragazzo, la valle del Tirso sotto San Serafino! Stavo ore e ore seduto su una roccia ad ammirare quella specie di lago che il fiume formava proprio sotto la chiesa, [...]
Abbracci a tutti, specialmente ai bambini e a te, cara mamma, il più teneramente possibile.
Antonio
Così, esattamente ottanta anni fa, Antonio Gramsci ricordava San Serafino in una lettera indirizzata alla madre. Conosceva bene il luogo e la festa, c'era stato e vi aveva partecipato alloggiando in una casetta, poco distante dalla chiesa, di proprietà della zia Grazia Delogu e ancora oggi abitata da nuovi proprietari.
"Quella specie di lago", conosciuta da Gramsci nella sua infanzia e gioventù ghilarzese, in seguito alla costruzione di una diga sul fiume Tirso, è diventato un lago vero e proprio: il Lago Omodeo.

Tra qualche giorno, parte della comunità ghilarzese si trasferirà nel novenario per celebrare, ancora una volta, la festa in onore all'arcangelo Raffaele.


giovedì 15 settembre 2011

Torrai a passu a Villaverde, sabato 17 settembre


Il ballo tradizionale per i paesi della Sardegna rappresentava, e per molti ancora oggi rappresenta, uno dei momenti aggregativi e comunitari più importanti. Attualmente sono ancora numerose le situazioni, formali e talvolta informali, che danno occasione allo svolgimento di balli: feste patronali, feste campestri, Carnevale, matrimoni.


Torrai a passu è il terzo evento di Marmilla Mille Emozioni 2011, organizzato dal Consorzio Due Giare in collaborazione con il Comune e la Pro Loco di Villa Verde. Una giornata dedicata alla danza tradizionale, con esperti, musicisti e ballerini.

Programma della giornata:

Ore 17.00 | Aula consiliare

TAVOLA ROTONDA

Ballo sardo tra tradizione e folklorismo ed evoluzione della tradizione nel nuovo linguaggio sociale. Comparazione col caso della pizzica salentina.
Intervengono:
·         Marcello Marras (studioso di etnocoreutica della Sardegna)
·         Vincenzo Santoro (studioso della musica e della Pizzica del Salento)
·         Carlo Boeddu (musicista)
·         Ornella D’Agostino (danzatrice e regista coreografa)
Coordina Ottavio Nieddu


Ore 19.00 | Strade e piazze del Centro storico

DALLA PIAZZA AL PALCO.

Rappresentazione itinerante delle espressioni della tradizione e loro evoluzioni.
·         Gruppo Sa cointrotza di Aidomaggiore
·         Anna Cinzia Villani, Gianluca Longo, Annamaria Bagorda, Franca Tarantino, esibizione coreutica musicale della Pizzica
·         Gruppo Folk della Marmilla (Senis)

Ore 20.00 | Strade e piazze del Centro storico SAPORI DI MARMILLA

Degustazione di prodotti tipici del territorio

Ore 21.30 – Piazza Renzo Lampis

DAL PALCO ALLA PIAZZA, UNA PIAZZA IN FESTA

Performance di professionisti musicisti che daranno espressione ai vari strumenti della tradizione sonora accompagnando la piazza che danza.

Artisti:
·         Carlo Boeddu – organetto
·         Ignazio Cadeddu – chitarra
·         Marcello Marras – trunfa e armonica a bocca
·         Franco Melis – launeddas
·         Gianni Ore – fisarmonica
·         Coro a Tenore di Orgosolo
·         Trio strumentale di Aidomaggiore (Paolo Virdis - organetto diatonico; Celestino Medde – tamburo; Attilio Licheri – triangolo)
·         Gruppo Pizzica salentina
Coordina la serata Marcello Marras.

lunedì 5 settembre 2011

Nel novenario di Trempu prosegue il calendario delle feste campestri


Nel novenario di Trempu, in occasione della festività liturgica della natività della Vergine Maria, da giovedì scorso si celebra la novena in onore di Maria Ausiliatrice.
Il nome di questo piccolo villaggio campestre, abitato nei dieci giorni della festa dai ghilarzesi devoti alla Madonna, deriva dal latino templum, tempio. A testimoniare la presenza degli antichi Romani nel sito, posto sulla strada che portava a Forum Traiani (l'attuale Fordongianus), oltre al toponimo restano numerosi cocci di tegole e tubature ritrovati in seguito ai lavori per la costruzione delle casette o di bonifica dei terreni circostanti.
Come è ormai tradizione i festeggiamenti religiosi si concluderanno domenica prossima, quando il corteo processionale delle auto dei novenanti riaccompagnerà il simulacro della Santa nella chiesa parrocchiale di Ghilarza.
Tutte le sere i devoti si radunano nella chiesetta per le celebrazioni religiose: il Rosario cantato in sardo, con l'alternanza delle voci maschili e femminili; la Messa e la novena, ancora oggi recitata in sardo, a conclusione delle quali vengono cantati i gosos o crubas, le tradizionali lodi che narrano della devozione ai diversi Santi e della loro vita. L'8 settembre – sa die de sa Santa, 'il giorno della Santa' – oltre alla quotidiana celebrazione della Messa e della novena, si svolgerà una processione con fiaccolata.
Sabato sarà una giornata intensa con il pranzo comunitario dei novenanti sul sagrato della chiesa, su ziru de sa Santa – 'il giro della Santa', la visita di un piccolo simulacro a tutte le abitazioni, e infine i balli in piazza, compresi i balli tradizionali sardi.
Sino a sabato 10 settembre, tutte le sere i festeggiamenti civili propongono spettacoli di vario genere nella piazzetta del novenario.

O Suprema Imperadora,                                          O Suprema Imperatrice,
a Bois altzamos sas manos.                                      A Voi leviamo le braccia.
Ausìliu de sos cristianos,                                         Ausilio dei cristiani,
siade nostra Intercessora.                                       Siate nostra Interceditrice.


martedì 19 luglio 2011

Ricordiamo Mario Oppo

Alcuni giorni fa è scomparso Mario Oppo, ghilarzese conosciutissimo nel mondo del cavallo sardo. La sua è stata una vita dedicata all'allevamento dei cavalli, alla partecipazione e all'organizzazione di manifestazioni equestri, tradizionali e non.
Da oltre trent'anni, per la Cavalcata Sarda organizzava la rappresentanza a cavallo per Ghilarza. Alla manifestazione sassarese, per tanti anni, ha partecipato – insieme al Gruppo Onnigaza – con numerosi cavalieri e splendidi cavalli; delle diverse edizioni ricordiamo quella speciale del 1982 in occasione della visita del Presidente della Repubblica, Sandro Pertini. La sua ultima Cavalcata Sarda è stata lo scorso 22 maggio.
Nel 1979 e 1980 partecipò – coordinando un gruppo a cavallo – al carnevale tradizionale ghilarzese organizzato dal gruppo Onnigaza, collaborazione ricambiata, alcuni anni dopo, in occasione della tradizionale corsa equestre de sa pudda.
Viveva nella sua scuderia di Bureco, alla periferia del paese, vicino ai suoi cavalli; una scuderia frequentata da tante persone legate all'equitazione e semplici appassionati. Spesso il suo lavoro lo portava in giro per la Sardegna e nella penisola.
Alcuni giorni fa è scomparso Mario Oppo, ghilarzese conosciutissimo nel mondo del cavallo sardo. La sua è stata una vita dedicata all'allevamento dei cavalli, alla partecipazione e all'organizzazione di manifestazioni equestri, tradizionali e non.
Da oltre trent'anni, per la Cavalcata Sarda organizzava la rappresentanza a cavallo per Ghilarza. Alla manifestazione sassarese, per tanti anni, ha partecipato – insieme al Gruppo Onnigaza – con numerosi cavalieri e splendidi cavalli; delle diverse edizioni ricordiamo quella speciale del 1982 in occasione della visita del Presidente della Repubblica, Sandro Pertini. La sua ultima Cavalcata Sarda è stata lo scorso 22 maggio.
Nel 1979 e 1980 partecipò – coordinando un gruppo a cavallo – al carnevale tradizionale ghilarzese organizzato dal gruppo Onnigaza, collaborazione ricambiata, alcuni anni dopo, in occasione della tradizionale corsa equestre de sa pudda.
Viveva nella sua scuderia di Bureco, alla periferia del paese, vicino ai suoi cavalli; una scuderia frequentata da tante persone legate all'equitazione e semplici appassionati. Spesso il suo lavoro lo portava in giro per la Sardegna e nella penisola.

venerdì 8 luglio 2011

San Palmerio di Ghilarza – Un libro sulla chiesa che custodisce la tomba del Santo

Sabato 9 luglio 2011, alle 19,00 – Ghilarza nella Torre Aragonese, l'Associazione Archeologica Orgono, in concomitanza con la festa del martire locale, organizza la presentazione del libro San Palmerio di Ghilarza di Anna Luisa Sanna, Iskra Edizioni.
Il libro, di recente pubblicazione, come scrive nella prefazione la dottoressa Donatella Salvi della Soprintendenza Archeologica di Cagliari e Oristano, è uno studio dell'architettura della chiesa e della devozione al Santo. Infatti, la pubblicazione descrive il monumento e la sua storia, parla del contesto storico della costruzione della chiesa e della diffusione del cristianesimo in Sardegna, descrive elementi della devozione a San Palmerio.
L'autrice, Anna Luisa Sanna, è una archeologa; collabora con la Soprintendenza Archeologica di Cagliari e Oristano e le Cattedre di Archeologia cristiana e medievale dell'Università di Cagliari.
Il critico d'arte Ivo Serafino Fenu sarà il relatore della presentazione alla quale parteciperà anche l'autrice.
Un libro tutto ghilarzese: la chiesa (e per certi versi il Santo), l'autrice e la casa editrice. Un bel lavoro, atteso da parecchio tempo, che colma un vuoto e arricchisce la collana I TEMPI di Iskra.

martedì 5 luglio 2011

Ghilarza: fervono i preparativi per la festa principale del paese

Venerdì 1° luglio, con l'inizio della novena religiosa, hanno preso il via i festeggiamenti in onore di San Palmerio, la festa principale del paese, anche se il martire (contrariamente a quanto in molti credono) non è il patrono della comunità ghilarzese.
Per quanto riguarda i festeggiamenti civili, da 10 anni, è un comitato composto dai quarantenni del paese che si occupa di organizzare diverse manifestazioni che animano la piazza della chiesa medioevale che si affaccia sulla bella valle di Chenale.
FESTEGGIAMENTI RELIGIOSI
  • da VENERDI 1 a SABATO 9 LUGLIO
    ore 19.00: Novena e santa Messa in S. Palmerio
  • SABATO 9 e DOMENICA 10 LUGLIO
    ore 19.00 Santa Messa in Parrocchia; ore 20.00 Novena in San Palmerio
  • DOMENICA 10 LUGLIO
    ore18.30 Vespri Solenni in S. Palmerio
  • LUNEDI 11 LUGLIO FESTA di S. PALMERI0
    ore 8.00 ·9.00 · 19.00 Sante Messe in S. Palmerio
    ore 10.00 Partenza della Processione accompagnata dai Cavalieri e dai gruppi folk Onnigaza, Su Carruzu e Mini Folk S. Palmerio
    In Parrocchia S. Messa solenne celebrata da S. E. Mons. Ignazio Sanna Arcivescovo di Oristano
  • MARTEDI 12 LUGLIO
    ore 09.30 in San Palmerio S. Messa conclusiva dei festeggiamenti.
FESTEGGIAMENTI CIVILI
  • VENERDI 8 LUGLIO
    Ore 22.00 - SERATA FOLKLORISTICA
    con Gruppo Folk Don Milani Dorgali, accompagnato dall’organetto diatonico di Roberto Pira
    Gruppo Folk Biddobrana di Villaurbana accompagnato dal fisarmonicista Gianni Ore e dalle launeddas di Stefano Pinna - Tenore Remunnu e Locu di Bitti e Tenore Murales di Orgosolo
    Balli in piazza con l’organetto di Carlo Boeddu
    Presenta la serata Ottavio Nieddu
  • SABATO 09 LUGLIO
    Ore 18.30 Centro Sportivo Judo Club Ken Otani Ghilarza, presenta “Judo d’estate”
    Ore 22.00 B.A.U. Brigata Armonizzazione Urbana. Serata itinerante con “Theatre en Vol”
    Ore 23.00 Concerto dei Malinda Mai . Tributo a De Andrè
  • DOMENICA 10 LUGLIO
    Ore 20.00 Degustazione
    Ore 22.00 Concerto dei Grammar School, la storia della musica rock degli anni 60 · 70 · 80

  • LUNEDI 11 LUGLIO FESTA DI SAN PALMERIO
    Ore 18.30 Giochi tradizionali in piazza con Paolo Masala
    Ore 22.00 Serata di cabaret con Valentina Persia e concerto dei Tasso Zero
  • MARTEDI 12 LUGLIO
    La Leva 1971 presenta la Commedia dialettale “Tempos Modernos”.
    Estrazione sottoscrizione a premi

martedì 14 giugno 2011

I ghilarzesi si preparano a festeggiare san Giovanni Battista


Naschit minore in su mundu          Nasce inferiore nel mondo
   su chi fit mannu in Chelu...           colui che fu grande in Cielo...
 ...Santu su pius esaltadu,               … Il più esaltato dei Santi,
Gian Battista precussore.             Gian Battista precursore.

 
Dopo la novena in onore all'arcangelo Michele, celebrata lo scorso mese nell'omonimo novenario campestre, i ghilarzesi si preparano per la festa lunga che si svolgerà dal 16 al 26 giugno nel novenario di San Giovanni. Insieme a quella in onore del Battista, nel piccolo novenario (solo poche decine di piccole case) si celebrerà anche la novena della Madonna della Difesa – sa Defensa o Defentza – un tempo celebrata nel vicino (a poche decine di metri) novenario di Santa Maria de s'adde, ormai completamente distrutto.
I novenanti, coloro che partecipano alla festa occupando i muristenes – le caratteristiche abitazioni –, si trasferiranno nel piccolo villaggio 'religioso' con un corteo di auto che, nel tardo pomeriggio di giovedì (16 giugno), accompagnerà il simulacro del Santo e i suoi stendardi.
La festa – religiosa e civile – si concluderà la mattina di domenica 26 giugno quando, con le stesse modalità, il simulacro sarà riportato alla chiesa parrocchiale.
La festa religiosa è composta da riti liturgici e paraliturgici: ogni sera i fedeli cantano il tradizionale Rosario in sardo seguito dalla celebrazione della Novena – ugualmente in lingua sarda – e della Messa; durante i nove giorni di permanenza si svolgono processioni (domenica 19, sa die de sa festa / il giorno della festa e il 24, giorno della ricorrenza liturgica, sa die de su Santu / il giorno del Santo) e il caratteristico ziru de su Santu / giro del Santo, la visita di un piccolo simulacro del Santo a tutte le abitazioni. Il 'giro del Santo' si svolge a tarda sera dei due sabati che cadono nel periodo della festa; inoltre, il mercoledì i muristenes vengono visitati dal simulacro della Madonna.
Balli in piazza, gruppi folkloristici, musica moderna, giochi e pasti consumati in compagnia dei novenanti animeranno la festa civile, soprattutto nelle ore notturne.


Sos divotos difendide                                   Difendete i devoti
de sa Defentza Signora.                               Signora della Difesa.

lunedì 30 maggio 2011

A Ghilarza, sabato 4 giugno: ballos a trebiza!

La Leva 1971 di Ghilarza, che quest'anno ha il compito di organizzare la festa principale del paese, in attesa dei festeggiamenti – che si svolgeranno dall'8 al 12 luglio – invita tutti gli appassionati di ballo sardo alla serata musicale Aspettando... San Palmerio.
Gli organizzatori aspettano tutti gli interessati a Ghilarza, nello spazio all'aperto Su Cantaru (all'ingresso del paese per chi arriva dalla SS 131 bis Abbasanta/Nuoro), sabato 4 giugno, dalle ore 19.

La serata musicale sarà all'insegna dei balli tradizionali sardi con il suonatore di organetto diatonico Carlo Boeddu.
Sarà attivo un punto ristoro fornito di bevande, panini e snak.

Cavalcata Sarda 2011, si è ripetuta la festa della bellezza.



A Sassari, domenica 22 maggio, si è svolta la 62a edizione della Cavalcata Sarda. Favorita anche dal bel tempo che ha accompagnato la manifestazione, con il sole che ha maggiormente messo in risalto i colori e le peculiarità degli abiti tradizionali, ancora una volta quella sassarese ha meritato d'essere definita la festa della bellezza.
La bellezza dei costumi, delle musiche, dei balli e dei canti, delle tradizioni...... la bellezza del popolo sardo.
Manifestazione laica del folklore isolano, la prima Cavalcata ufficiale si svolse nel 1899, in occasione della visita del Re d'Italia, Umberto I di Savoia, e di sua moglie, la regina Margherita.
Dal 1951, la festa sassarese si svolge a maggio, inizialmente nel giorno dell'Ascensione e successivamente, con la soppressione della festività, nella penultima domenica del mese.
La sfilata di oltre tremila abiti tradizionali attraversa il centro della città emozionando, ogni volta, i numerosi sardi che accorrono a vederla e lasciando stupefatti gli altrettanto numerosi turisti arrivati appositamente. Chiudono il corteo a piedi le rappresentanze a cavallo provenienti da diversi paesi dell'isola: parecchie decine di splendidi esemplari compiono il percorso cavalcati da esperti ed eleganti cavallerizzi e amazzoni, fieri nei costumi delle loro comunità.


Il Gruppo Onnigaza ha avuto il piacere di rappresentare il paese di Ghilarza, sia sfilando con le diverse fogge di abiti tradizionali del paese sia partecipando alla Rassegna di balli e canti della Sardegna, dove si èesibito in ballu cantau, danzato sul ritmo di una voce femminile a cappella, e in passu, suonato con s'afuente, un grande piatto di ottone lavorato a sbalzo.
   
Il Gruppo Onnigaza partecipa alla Cavalcata Sarda, ininterrottamente dal 1978. Nel 1982 partecipò anche all'edizione straordinaria del 2 giugno, organizzata in occasione della visita del Presidente della Repubblica Sandro Pertini. Quella 2011 è stata la nostra 35a partecipazione.


             
                                    In attesa della sfilata                
           

                 




Rassegna di Canti e Balli della Sardegna

domenica 8 maggio 2011

A Ghilarza, nel novenario di San Michele si celebra la novena in onore dell'Arcangelo

Nel novenario di San Michele, uno dei quattro presenti nelle campagne di Ghilarza, si sta svolgendo la novena in onore dell'arcangelo Michele.
Il novenario è un piccolo villaggio campestre abitato, nell'arco dell'anno, solo per i dieci giorni durante i quali si svolge la festa in onore del Santo titolare della chiesa. In ogni novenario si trova una piccola chiesa, un numero vario di semplici abitazioni (da poche unità sino ad oltre 120), spazi predisposti per lo svolgimento della festa.
La chiesa del novenario di San Michele è l'antica parrocchiale di Urri, villaggio scomparso – prima del 1551 – a causa della peste.
Quest'anno, i ghilarzesi devoti al Santo si sono trasferiti nel novenario giovedì 5 maggio quando dalla chiesa parrocchiale di Ghilarza hanno portato, con un corteo processionale di auto, il simulacro del Santo nella chiesa campestre. Ripercorrendo con le stesse modalità la strada a ritroso, domenica 15 maggio, con il rientro in paese si concluderà la festa religiosa e civile.
La festa religiosa è composta da riti liturgici e paraliturgici: ogni sera i fedeli cantano il tradizionale Rosario in sardo seguito dalla celebrazione della Novena – ugualmente in lingua sarda – e della Messa; durante i nove giorni di permanenza si svolgono processioni e il caratteristico giro del Santo, la visita di un piccolo simulacro del Santo a tutte le abitazioni.
Balli in piazza, gruppi folkloristici, compagnie teatrali, complessi musicali e giochi: un nutrito e vario calendario di festeggiamenti anima la festa civile, soprattutto nelle ore notturne.
Non mancano i momenti di socializzazione tra i novenanti, coloro che partecipano alla novena trasferendosi novenario: scambio di visite, scherzi, serenate, la partecipazione collettiva alla preparazione di quanto necessario per la buona riuscita della festa e soprattutto il pranzo comunitario che, tempo permettendo, si svolge all'aperto.
                         Micheli arcànzelu santu                            Michele arcangelo santo
                         de sas almas capitanu.                              delle anime capitano.

Da 34 anni alla processione del Santo patrono della Sardegna


Arrivata alla 355a edizione, il 1° maggio si è svolta a Cagliari la festa di sant'Efisio, patrono della Sardegna. Ogni anno viene sciolto il voto, formulato durante una pestilenza che colpì la città, attraverso l'accompagnamento del simulacro del Santo a Nora, luogo del suo martirio, con un pellegrinaggio che parte dal capoluogo sardo e vi fa rientro il 4, a tarda notte.
L'importante processione si muove dalla chiesetta intitolata al martire, posta nel quartiere storico di Stampace; i confratelli, le consorelle, i rappresentanti del Comune di Cagliari e della Chiesa locale precedono il cocchio del Martire seguito dalla folla di fedeli. Questa manifestazione di devozione, diventata con il passare degli anni una delle più imponenti processioni del mondo, è aperta dalle traccas – carri coperti, addobbati con fiori e spighe, trainati dai buoi, un tempo utilizzati per il trasporto dei pellegrini e da migliaia di persone, in rappresentanza di circa 100 paesi dell'isola, che con compostezza e nel rispetto dello spirito devozionale, indossando gli abiti tradizionali dei propri paesi di appartenenza e molti eseguendo – in lingua sarda – canti religiosi e il tradizionale Rosario cantato, percorrono le vie della città.

Con le diverse fogge dell'abbigliamento tradizionale di Ghilarza, il Gruppo Onnigaza vi ha partecipato per la 34a volta, cantando (come ormai avviene da parecchi anni) brani ancora oggi eseguiti dalla comunità ghilarzese in occasione delle feste nei santuari campestri del paese. I canti eseguiti durante la processione cagliaritana sono stati: il Rosario, Laudada semper siat e Perdonu, Deus meu, tutti cantati con la tradizionale alternanza delle voci maschili e femminili.




Nel tardo pomeriggio il Gruppo ha partecipato alla serata di balli e canti tradizionali sardi. I danzatori hanno danzato su ballu cantau, un ballo eseguito seguendo il canto di una voce femminile 'a cappella', senza accompagnamento strumentale.




venerdì 29 aprile 2011

Giornata mondiale della Danza - Un paese in ballo


Ogni anno, il 29 aprile, il CID – Consiglio Internazionale di Danza, organizzazione non-governativa fondata dall’UNESCO – celebra la Giornata mondiale della Danza. In questa occasione , istituita nel 1982 con l'obiettivo di attirare l'attenzione sull'arte della danza, i corpi di ballo, le scuole di danza, le istituzioni e i privati, i professionisti cosi come i dilettanti sono invitati ad organizzare un'attività volta a far conoscere al pubblico una qualsiasi forma di danza attraverso un'esibizione o una qualsiasi iniziativa avente come argomento la danza.
Aderendo all'invito del CID proponiamo una breve presentazione del libro Un paese in ballo. Danza e società nel carnevale seneghese di Marcello Marras, edizioni Condaghes, Cagliari 2003.
Frutto di un lavoro di inchiesta sul campo svolto tra il 1996 e il 2003, Un paese in ballo presenta i risultati della ricerca dedicata all´evento Carnevale nel paese sardo di Seneghe (OR), esaminato in un periodo compreso tra la fine dell´Ottocento e il 2003. Il libro descrive da una prospettiva socio-antropologica il clima di questo particolare ´Carnevale danzato´.
Una serie di lunghi preliminari scandiscono l´attesa dell'evento da parte della comunità seneghese, la cui organizzazione socioeconomica si riflette in esso. Sa pàrtza (la piazza), dunque, è insieme il centro e il punto di incontro/confronto della comunità che vi si riversa. Dal 20 gennaio sino al Martedì Grasso, bambini, giovani e anziani trascorrono i pomeriggi delle giornate dedicate al ballo ad osservare, criticare, cantare e ballare, severi esaminatori e al contempo esaminati, critici e insieme criticati, secondo un copione che si ripete fisso ogni giornata e ogni anno, ma che allo stesso tempo ogni anno si rinnova. Il ballo tradizionale a Seneghe ha regole precise rigorosamente rispettate dai danzatori, a loro volta attentamente osservati dall'intera comunità che ne pretente il rispetto. La giornata più attesa è quella conclusiva del Martedì Grasso: già dalla mattina, nella tradizionale piazza dei balli, i danzatori – vestiti con gli abiti tradizionali del paese - si esibiscono in sas andantzas seguendo il suono della fisarmanica o il canto de su cuntratu, il coro costituito da quattro voci maschili.
Il volume è accompagnato da un CD-extra contenente brani musicali, immagini e filmati realizzati nel corso della ricerca.
Il libro nel 2004 ha vinto il Premio ANCI (Associazione nazionale Comuni italiani) per la sezione "Tradizione musicale locale" come miglior studio sulla cultura, la storia, e le trazioni locali.
Marcello Marras dirige il Centro Servizi Culturali U.N.L.A di Oristano ed è docente nel corso di etnomusicologia del Conservatorio di Cagliari. Laureato in Antropologia culturale nella Facoltà di Lettere e Filosofia dell'Università di Cagliari, ha dedicato la tesi di laurea ai Carnevali di Aidomaggiore e Ghilarza. Da oltre vent'anni conduce ricerche sulla musica e sul fare musica in Sardegna.

lunedì 25 aprile 2011

L'uovo simbolo della Pasqua

Ancora oggi in Sardegna, in occasione della Pasqua, si prepara un pane cerimoniale chiamato su cocoi cun s'ou o su cocoi de angulla o s'angulla. Il nome e la tipologia (impasto e forma) variano nelle diverse zone della regione ma un elemento è sempre presente: l'uovo.
Come negli altri paesi, anche a Ghilarza si prepara principalmente per i bambini. Su cocoi de angulla – questo è il nome nella tradizione ghilarzese – viene modellato in forma di colomba che racchiude tra le ali un uovo di gallina che cuoce al forno insieme al pane di farina semola lavorata con lo strutto. Una variante sostituisce la forma della colomba con quella di un piccolo cestino modellato attorno all'uovo.
Il nome angulla viene dalla parola araba angúl che nel Magreb indica una focaccia (M.L. Wagner, Dizionario etimologico sardo, Hedidelberg. 1960-1964).

L'uovo – simbolo della vita, del risveglio primaverile, della ripresa dell'annata agraria dopo l'apparente “morte” dei mesi invernali – è presente in molte culture come cibo e come simbolo di vita racchiusa e nascosta dentro un guscio. Nella festa primaverile più importante, la Pasqua cristiana, che cade nella prima domenica successiva al plenilunio dopo l'equinozio di primavera, rappresenta la rinascita “a nuova vita” in seguito alla risurrezione di Cristo, vita eterna racchiusa dentro il sacro sepolcro.
Oggi i tradizionali pani con l'uovo sono stati in buona parte sostituiti dalle uova di cioccolato: fragili gusci dolci racchiudono piccoli doni, simbolo d'affetto, amicizia e ….. consumismo.

domenica 17 aprile 2011

Domenica delle Palme e tradizioni

La grande folla, avendo sentito che Gesù andava a Gerusalemme, prese i rami di palma, uscì incontro a lui acclamando: «Osanna! Benedetto colui che viene nel nome del Signore, il re d'Israele!». Giovanni 12, 12-13
La Domenica delle Palme è una delle date più importanti del calendario liturgico della religione cristiana. Ovunque nel mondo i fedeli la celebrano con riti solenni che danno inizio alla Settimana Santa, durante la quale si commemora la passione, morte e resurrezione di Cristo; in particolare, in questa giornata si ricorda l'ingresso trionfale di Gesù in Gerusalemme.
Esistono in Sardegna tradizioni – particolarmente sentite – legate a questa festività religiosa.
A Ghilarza, come in tutta la Sardegna, è ancora presente l’usanza di lavorare le foglie di palma e di confezionare particolari pani.
I rami scelti per la lavorazione hanno le foglie gialle e tenere, cresciute al buio nel germoglio delle piante legato e coperto per mesi con sacchi o coperte. Una volta tagliati i rami, le foglie vengono intrecciate artisticamente e decorate con fiori e foglie d’ulivo. La lavorazione presenta differenti elementi e decori: sa còtzula, su nou, sa rughe (diversi modelli), s'iscala de su sòrighe, su butone.
                                 
I rami vengono benedetti nella chiesa di San Palmerio e portati in processione sino alla chiesa Parrocchiale.
Il repertorio tradizionale dei canti religiosi, eseguiti da su cuntzertu – il coro composto da quattro voci maschili –, ha per questa ricorrenza due brani: Hosanna, in latino, e Gosos de sa Domìniga de Prama, in sardo.

Hosanna filio David;
Benedictus qui venit in nomine Domini.
O Rex Israel: Hosanna in excelsis.

Pueri hebraeorum portantes ramos olivarum,
obviaverunt Domino, clamantes et dicentes:
Hosanna in excelsis.
Pueri hebraeorum vestimenta prosternebant
in via et clamabant dicentes:
Hosanna filio David;
Benedictus qui venit in nomine Domini.





L’intreccio delle foglie viene ripreso nella lavorazione dei cocois de prama: la pasta di farina semola lavorata con lo strutto viene intrecciata e decorata con le mandorle.